Come previsto la riunione con il Presidente Lombardo non ha prospettato soluzioni, se non l’impegno di intervenire su alcuni punti che non risolveranno i tanti problemi della regione. Ringraziamo comunque il Presidente Lombardo e i politici che hanno dato la loro disponibilità. La nostra rabbia e la nostra preoccupazione sono il disinteresse del governo nazionale, il boicottaggio dei media nazionali e delle associazioni nazionali, motivi per cui il malcontento popolare potrebbe aumentare fino a divenire incontrollabile, nonostante i cinque giorni di fermo autorizzato dalle prefetture scada alla mezzanotte di venerdì 20 gennaio. Le associazioni nazionali, infatti, peggiorano la situazione rilasciando interviste contro la protesta siciliana, accusandoci di vandalismo, lodando il governo Monti per l’impegno assunto dal Ministro Passera, ovvero niente di concreto per l’immediato, minacciando però il fermo in caso di mancato mantenimento degli impegni fra 60 giorni: solite sceneggiate di Uggè & Co. Stasera riuniremo a Catania tutte le associazioni regionali per spiegare quello che ci hanno proposto oggi alla Regione, anche se non credo che ci sarà qualcuno che sarà soddisfatto, nonostante domani sia l’ultimo giorno di fermo: non possiamo infatti ignorare che i prefetti e le forze dell’ordine, in caso di mancato scioglimento volontario dei presidi, si attiveranno per farli sgombrare. La decisione spetterà al popolo, ognuno sarà responsabile delle proprie azioni e le manifestazioni di protesta non potranno più essere riconducibili alle associazioni che le hanno promosse il 16 gennaio.
Relativamente al comunicato diramato da Paolo Uggè con la dura presa di posizione nei nostri confronti precisiamo: le motivazioni alla base della protesta non sono di appartenenza a questa o a quella associazione, sono comuni a tutti gli autotrasportatori e, per quanto riguarda la Sicilia, la situazione è particolarmente grave e legata all’aumento esponenziale del costo del gasolio, alle ore di guida e di riposo, alla filiera agroalimentare, alla carenza o assenza delle infrastrutture viarie e logistiche, alle tariffe di sicurezza e alla distanza della Sicilia dal resto d’Europa e non ci sembra che nella piattaforma avanzata da Uggè ci sia una priorità per soluzione di questi problemi. Inoltre non riusciamo a comprendere il motivo per cui gli scioperi proclamati da lui sono legittimi (forse perché sempre minacciati e mai attuati) e quelli effettuati concretamente dagli altri sono “selvaggi” e “inopportuni”.
Personalmente penso che Uggè abbia perso ogni contatto con la realtà del trasporto su gomma, probabilmente perché non ha più una base di riferimento, le sue scatole vuote, costruite in questi anni, non gli serviranno a niente quando gli autotrasportatori delle altre regioni d’Italia troveranno il coraggio di scendere sulle strade come i siciliani. Dovrà poi spiegare perché alcune associazioni nazionali che non fanno riferimento a Unatras hanno confermato il fermo dal 23 al 27 gennaio.
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