sicurezza stradale e infrastrutture
gennaio 27th, 2010 by aitras | Filed under Aitras News.La tematica della sicurezza nel settore autotrasporto affrontata nel corso di due decenni in modo disarticolato, soltanto con le lotte sindacali le istituzioni sensibilizzate, hanno emanato normative che dal 1985 hanno assunto la parvenza di legislazione anche se poco coordinata con quella europea.
Il problema ha assunto proporzioni così vaste che anche recentemente in qualche fiction televisiva la tematica principale, che è quella della sicurezza nel settore autotrasporto, è stata timidamente affrontata anche se romanzata, ma ciò che spinge a profondere sforzi per il raggiungimento dell’obiettivo sicurezza, è dato dall’attenzione che i mass media hanno iniziato ad avere al riguardo.
E’ opportuno, anche se potrà apparire superfluo rammentare che l’elemento cardine della tematica sicurezza è costituito dallo strumento definito tachigrafo, e all’uopo si ritiene rammentarne l’inizio d’applicazione. Esso, come strumento di misurazione della velocità e dei tempi di guida, nasce dall’applicazione di una normativa europea sull’armonizzazione di alcune disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada, avente come obiettivo primario la sicurezza stradale.
Il precedente strumento analogico introdotto nel 1985 si è dimostrato nel tempo poco affidabile in termini di sicurezza e rilevazione dei dati e, conseguentemente l’Unione Europea ha deciso di procedere alla realizzazione e alla diffusione di un nuovo apparecchio di controllo, grazie alla tecnologia digitale più efficace nelle prestazioni e nella capacità di utilizzo.
Pertanto con il Regolamento (CE) 2135/98 del Consiglio è stato emendato il Reg. (CEE) 3821/85, che aveva introdotto il tachigrafo analogico, prevedendo l’obbligo a fare data 5.8.2004 di equipaggiare tutti i veicoli di nuova immatricolazione adibiti al trasporto su strada di merci (veicoli di portata superiore a 3,5 tonnellate) e di viaggiatori (veicoli superiori a nove posti) con il nuovo tachigrafo digitale. Una successiva moratoria di 12 mesi ha consentito a ogni paese dell’Unione di fare slittare l’obbligo di equipaggiamento con il nuovo tachigrafo al 5.8.2005. Questo nuovo strumento è stato successivamente adottato da tutti i paesi UE e gli utilizzatori dispongono di una smart card che ne consenta l’utilizzo.
La superiore premessa ha avuto il fine di introdurre l’ulteriore argomentazione di cui al regolamento CE 561 (2006) che alla fine del mese di giugno 2009 ha subito modifiche che riguardano i tempi di guida (che non devono superare le nove ore giornaliere) e di riposo dei conducenti (definito regolare e ridotto, minuziosamente disciplinato dal regolamento su menzionato).
Alla luce di quanto sopra emerge chiaramente il coordinamento della normativa europea con quella nazionale, tant’è che esso regolamento CEE 3820/85 è ripreso in due articoli del nostro codice della strada (174 e 178) ma ciò che manca, ahimè, è l’osservanza delle normative. Infatti, da anni si lotta per il rispetto di tali norme, di contro tuttavia è da evidenziare che esse norme hanno trovato il completo disinteresse delle istituzioni e la superficialità con la quale è gestito il problema. Nonostante gli esposti e le denuncie vige nel settore la quasi totale anarchia. Ed anche in questo contesto è opportuno denunciare lo stress a cui gli operatori sono sottoposti. Invero gli autisti sono costretti ad orari massacranti e chiaramente fuorilegge, dalle aziende da cui dipendono. Ad esempio nei viaggi scolastici i responsabili d’istituto spesso chiudono un occhio sulle normative di sicurezza, in cambio di viaggi premio. La legge impone che all’interno del mezzo esista il disco tachigrafo che registra orari, pause e la velocità raggiunta. Ogni autista ha l’obbligo di portare con sè i dischi personali relativi alla settimana precedente al viaggio per dimostrare di essere in regola con orari, pause, riposi obbligatori etc, tuttavia è da denunciare che le scappatoie sono tantissime e vanificano gli sforzi per l’osservanza della legge.
Tutto ciò crea un circolo vizioso in cui l’assenza di controlli comporta che le aziende di trasporto e gli stessi “padroncini” che rispettano le regole siano espulsi dal mercato per i costi elevati cui si trovano a dovere fare fronte. Nel Sud il problema è ancora più esteso. Gli stessi autisti lamentano
L’inadeguatezza delle infrastrutture, per cui spesso devono svolgere compiti che ad essi non competono, parcheggi ed aree di sosta carenti.
Conseguentemente è superfluo risolvere l’equazione mancanza di cultura della sicurezza e della prevenzione, mancanza di controllo, mancanza o carenza d’infrastrutture, impreparazione, spesso connivenza, fanno del trasporto su gomma un grave problema che si ripercuote sulla salute degli autisti, sulla sicurezza delle persone trasportate e di tutti quelli che li incrociano sulla propria strada.





