“No so quale formula Lombardo possa scegliere per chiudere la crisi e ancora non può saperlo neanche lui. Non c’è una formula prestabilita. L’unico segnale che mi pare di poter cogliere dalla seduta scorsa è che non ci sarà una maggioranza fatta da Pdl, Mpa e Udc. Quanto all’asse tra il Pdl cosiddetto lealista e l’Udc, al di là di qualche dichiarazione di Castiglione, da cui sembra potersi dedurre un venir meno di esso, io non credo sia così, ma se è così ne prendiamo atto. Posso comunque affermare che noi in Giunta col Pd non possiamo stare e, di converso, presumo sia così anche per loro. Non avrei comunque vergogna ad accettare un Governo di minoranza, composto da Mpa e Pdl- Sicilia, con l’appoggio esterno del Pd; un esecutivo per le riforme, di connotato più tecnico che politico. E non sarebbe un ribaltone, anzi, posso affermare che noi del Pdl-Sicilia siamo al momento l’unico argine alle tentazioni di un ribaltone e all’eventualità che si torni alle urne, con Lombardo candidato del Centrosinistra. Sarebbe una disgrazia e tale la considera anche Berlusconi, che ho visto in questi giorni e che mi ha dato come unica indicazione quella di evitare che Lombardo vada a sinistra. Ma il problema è che ci sono Presidenti del Senato, Ministri e Coordinatori regionali che lo stano spingendo lì. Se Alfano non avrà il coraggio di far rimuovere Castiglione dalla guida del partito nell’Isola… “
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