Miccichè lascia il Pdl e costituisce un gruppo politico autonomo a quello di Berlusconi.

novembre 3rd, 2009 by aitras | Filed under Aitras News.

Ebbene si, ci siamo! Domani si costituirà all’ARS il Pdl-Sicilia.

E’ davvero il passo decisivo, un passo verso la schiarita definiiva all’interno del partito siciliano, che oggi, più che un  partito, è una torre di babele, dove leaders e leaderotti parlano, ognuno, un linguaggio politico differente; e dove regna l’incoerenza di coloro che sventolano la bandiera della semplificazione politica, ma non si preoccupano di attaccare a piè sospinto un Governo dove siedono anche assessori di loro riferimento.

E’ da qui, cioè dalla coerenza dei comportamenti, che deve cominciare quel processo, senza dubbio virtuoso, di semplificazione della politica, il quale deve prendere le mosse solo ed esclusivamente dall’esigenza di fornire alla gente un quadro più chiaro e meno confusionario.

Ed è da qui, dalla nostra esigenza di coerenza, che nasce il gruppo del Pld-Sicilia: perché la gente rischia di non capirci più nulla, di fronte a una situazione in cui, pur facendo tutti parte dello stesso partito, abbiamo posizioni differenti, anzi completamente opposte. E a me interessa che la gente capisca, che la gente abbia ben chiaro quale sia oggi l’assetto politico-istituzionale che la governa. A me interessa che la gente sappia che c’è una parte consistente, anzi maggioritaria, del Pdl siciliano che, pur mantenendosi fedele al progetto Berlusconi, sente il bisogno di distinguersi da una gestione del partito che (quella si!) è da definire ribelle, perché assolutamente antitetica a quei valori di coerenza, lealtà, libertà e capacità (anch’essa un valore), che Berlusconi portò con sé, quando decise di scendere in campo e fondare Forza Italia. E’ così, col rispetto di questi valori, che Forza Italia diventò il più grande partito della seconda Repubblica, tra i più grandi di sempre. Anche in Sicilia!

Certo, c’erano dissidi, contrasti, diversità di vedute e faide anche dentro Forza Italia, ma mai il partito si è mostrato disunito nei momenti importanti, mai s’è spaccato dinanzi alle scelte cruciali per il presente e per il futuro dell’Isola; ci sedevamo attorno a un tavolo, discutevamo, ci confrontavamo, ci scontravamo, ma alla fine prevaleva il Partito e la sua funzione di soggetto guida dell’intera coalizione. Una funzione che il Pdl siciliano ha inesorabilmente smarrito, frantumandosi (anziché articolandosi) in correnti e pensando scelleratamente di trasferire tale frantumazione dal campo della politica a quello delle sacre e inviolabili Istituzioni: questa è l’opposizione che i cosiddetti lealisti oggi fanno a un Governo e a un Governatore, che loro stessi hanno voluto e sostenuto, chiedendo per esso il voto agli elettori.

E questo è il nostro Aventino! Il Pdl – Sicilia nasce per questo: per dire no al duo Castiglione-Nania e alla loro gestione assolutamente fallimentare.

Altro che ribelli e lealisti! Il nostro è un atto di pura lealtà: lealtà verso il Popolo siciliano, che nel 2008 espresse una volontà, oggi rinnegata da una parte del Pdl; lealtà verso tutto il popolo del Sud, che guarda a noi come la nuova frontiera di una politica sempre più legata al territorio e slegata alle logiche romane, quando esse siano illogiche e illogicamente rivolte al Nord; lealtà verso i nostri elettori, i simpatizzanti, i rappresentanti istituzionali, la base, cioè verso tutti coloro che da anni credono nel modello Berlusconi e legittimamente pretendono che esso venga trapiantato nel nuovo partito; lealtà verso Silvio Berlusconi, il quale non merita un partito e una coalizione così; e lealtà, oserei dire, verso tutto il Centrodestra siciliano, che auspico possa riscoprire quella coesione e forza, perduta proprio per la mancanza di una guida politica forte ed aggregante.

Ma, soprattutto, il nostro è un atto di pura lealtà verso la Sicilia, oggi di fatto ferma, involuta, paralizzata proprio da questa assurda situazione, minacciata da un preoccupante immobilismo, che il nostro gruppo parlamentare avrà il compito di sbloccare, da un lato continuando a dare sostegno al Governo, dall’altro stimolando, anzi pretendendo dal Governatore che riparta la macchina-Sicilia.

Domani nasce il Pdl – Sicilia. Con esso, piaccia o no, inauguriamo una nuova fase della vita del partito siciliano e diamo il via ad una nuova fase della politica, in Sicilia e nel SUD.

Rimango fedele e leale a Silvio Berlusconi e non potrebbe essere altrimenti. Ma, come sempre, proprio in nome di questa autentica lealtà, mi assumo la responsabilità di non vestire nei suoi confronti i panni del yes man e di lavorare, anche immaginando percorsi diversi, però mai alternativi, affinché il suo sogno, di un Centrodestra forte ed invincibile, possa continuare e non si sgretoli sotto i colpi dell’approssimazione e della miopia politica.

Rimaniamo il Pdl … ma orgogliosamente distinti! E con quel marchio distintivo, «Sicilia», che per noi vuol dire tanto: vuol dire Terra (la nostra terra), vuol dire territorio (il nostro territorio), vuol dire Sud (il nostro Sud). Una Sicilia, un Sud da preservare, da difendere, da amare!

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