lettera di gianfranco miccichè sulla vicenda del lodo alfano

ottobre 8th, 2009 by aitras | Filed under Aitras News.

Ho letto un po’ di carte, ho visto alcune trasmissioni televisive e mi sono fatto un’idea che voglio confrontare con voi. Io, come tutti saprete, non sono un giurista, ma credo non ci vogliano particolari competenze tecniche per comprendere alcune cose.
Prima di parlare del lodo Alfano è necessaria una premessa.
Quando fu scritta la Costituzione Italiana i nostri Padri costituenti, per evitare che potessero nascere conflitti tra i due poteri forti dello Stato (Legislativo e Giudiziario), a garanzia della tenuta della democrazia costituirono i due strumenti noti come “immunità parlamentare” e Csm che di fatto garantivano che ogni potere non potesse essere aggredito dall’altro.
Dopo tangentopoli una classe politica debole e con la coda di paglia ritenne di auto ridurre le proprie garanzie, mantenendo immutate quelle della Magistratura. Risultato: la politica non ha più l’immunità, la Magistratura si. Il potere Giudiziario può aggredire il potere legislativo e non viceversa.
Cinque anni fa per garantire che almeno le più alte cariche dello Stato potessero svolgere serenamente le proprie funzioni, anche se antipatici al potere giudiziario, fu votata in Parlamento una legge, nota come Lodo Schifani, che la Corte dichiarò incostituzionale con le seguenti motivazioni (tratto dall’agenzia stampa della Corte Costituzionale) :

Il cosiddetto Lodo Schifani è incostituzionale perché l’automatismo generalizzato della sospensione dei processi per le prime cinque cariche dello Stato incide, menomandolo, sul diritto di difesa dell’imputato ma anche perché viene violato il principio di uguaglianza dato che la norma accomuna in un’unica disciplina cariche diverse non soltanto per fonti di investitura, ma anche per la natura delle funzioni. La Corte osserva anche che nella norma ci sono elementi di ‘irragionevolezza’: che avviene infatti dell’immunità degli altri giudici della Corte costituzionale (oltre il presidente)? L’immunità è garantita dalla legge costituzionale n. 1 del 1948 ma nel Lodo Schifani non ce n’è traccia. (20 gennaio 2004).

Come avete letto il motivo di illegittimità di quella legge era stato identificato nel merito del dispositivo, era quindi stata ritenuta valida la procedura parlamentare allora utilizzata (cioè bastava una legge ordinaria votata in Parlamento e non di modifica costituzionale). A seguito delle osservazioni della Corte si è ritenuto di ripresentare la legge modificata nelle parti contestate e nella direzione indicata dalla Corte stessa, che ha preso il nome di lodo Alfano.

Era comunque possibile, e questo si temeva, che la Corte non ritenesse idonee o sufficienti le modifiche apportate, ma era impensabile che  la sentenza di bocciatura di oggi cambiasse completamente linea  e assumesse  come motivazione l’errata procedura parlamentare, che non era stata, invece, oggetto di alcuna obiezione nella precedente sentenza. Questo non può che indurmi a pensare che i signori Giudici, non sapendo più a dove appigliarsi, abbiano trovato l’unico escamotage possibile per eseguire  ciò che evidentemente era già stato deciso.

Ora, come sapete, io non sono uno che ha lesinato critiche al Presidente Berlusconi quando mi sono convinto che ciò che  faceva non fosse corretto, ma questa sentenza della Corte conferma pienamente le preoccupazioni del Presidente circa l’esistenza di un forte squilibrio tra i poteri dello Stato a favore della Magistratura.

Questo post non vuole essere una difesa d’ufficio nei confronti di Berlusconi, né un grido ad un complotto, di cui non sarei in grado di individuare l’artefice, ma soltanto una riflessione: nessuno immagini di poter trarre benefici da questo squilibrio di poteri che, in quanto alterazione dell’architettura democratica dello Stato, è pericoloso per tutti.

 

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