e adesso non ci dividiamo……..
luglio 15th, 2009 by aitras | No Comments | Filed in Aitras News| Le ragioni per manifestare il proprio disappunto ci sono tutte. Come abbiamo già avuto modo di affermare Unatras aveva proclamato una medesima iniziativa per venerdì 10 luglio, sospesa poi sia per la richiesta del ministro Matteoli sia perché alcuni segnali sulle aspettative degli operatori del settore si sono manifestate.
Oggi nelle riprese televisive abbiamo potuto leggere un cartello con il quale si riconosce in modo chiaro che i trasportatori aderenti alla sigla Trasporto Unito Fiap/M non si sentono rappresentati dall’Unatras. Ce ne dispiace per loro. Noi non ci sogneremmo mai di utilizzare una manifestazione, che come si sente dire sembra aver la condivisione di qualcuno dello stesso governo, per denigrare altre organizzazioni che, piaccia o meno, rappresentano degli imprenditori. La polemica legata al mondo delle associazioni è sempre possibile utilizzarla purchè all’interno e non per indebolire l’intera categoria. Le iniziative sindacali che coinvolgono degli imprenditori devono avere sempre la caratteristica dell’investimento. Debbono mirare cioè ad ottenere dei risultati concreti. Esaminando le richieste che hanno originato la manifestazione ci limitiamo ad osservare: a) i tempi di pagamento sono già stabiliti in trenta giorni, salvo diverso accordo tra le parti. In base a principi ben definiti nessuno può impedire alle parti di concordare, purchè non si violino norme di carattere cogente e generale, tempi di pagamento diverso. Quello che occorre prevedere è relativo alla sanzione se il termine comunemente fissato non viene rispettato. In Francia scatta una sanzione, definita penale, in Italia, invece, l’ingiunzione da parte del giudice di pagare il dovuto più gli interessi. Si tratta di verificare se sia più funzionale la prima o la seconda. Siamo sicuri che questa rivendicazione non produca un allungamento dei tempi concordati sempre tra le parti o il ricorso a nuove intese tra il trasportatore e chi è chiamato a corrispondere? b) Le nuove norme approvate in sede legislativa dalla Commissione trasporti introducono per gli esteri che effettuano operazioni di cabotaggio senza il rispetto delle norme vigenti delle sanzioni pesanti che saranno applicabili a legge approvata. Siamo sicuri che rivolgersi alle autorità comunitarie sia la strada più breve? Le norme sono di competenza della legislazione del nostro Paese. Perché richiedere interventi in sede comunitaria? Noi riteniamo che quanto approvato dalla Camera sia importante. c) Il riconoscimento dei costi della sicurezza sono già previsti da una legge nazionale e già pubblicati sul sito del ministero dei trasporti. Cosa si voglia ottenere di più non è dato di comprendere. Forse che si pensa che il ministero debba agire per consentire che ognuno debba percepire i costi? Ovviamente anche nei confronti di quelli che affidano i trasporti ai propri colleghi e si trattengono una percentuale adeguata. Si pensa ad una nuova tariffa obbligatoria? Se così occorre una legge e comunque si ripresenterebbero gli stessi problemi di quando esistevano le tariffe. d) Prima di eliminare l’intermediazione, quarta richiesta, bisognerebbe sapere cosa si intende per tale operazione. Non esiste una norma semplice che la superi; quindi occorre trovare la risposta adeguata che eviti ulteriori complicazioni per gli stessi operatori. Queste le ragioni che hanno indotto i dirigenti di Trasportounito/Fiap/m a chiamare una ottantina di vettori a sfilare sul raccordo di Roma. Solleviamo qualche perplessità e siamo sicuri che se tali sono le ragioni forse gli obiettivi erano legati alla visibilità. Quelle richieste non hanno possibilità, al di là di quanto già in atto, di divenire operative. I problemi di liquidità e finanziaria delle imprese, del costo del lavoro, della sicurezza, della crescita e della riduzione dei costi, nonché quella del controllo del settore, sono evidentemente irrilevanti per l’organizzazione che ha organizzato la manifestazione. Sono proprio così sicuri i dirigenti dell’associazione promotrice di tutelare nel modo adeguato gli imprenditori del settore. Noi la pensiamo diversamente! Per noi la tolleranza è un valore e quindi non condividendo il loro modo di pensare, ammettiamo che esistano. Paolo Uggè |





