la situazione dei porti siciliani

marzo 21st, 2009 by aitras | Filed under Aitras News.

Da più di un mese l’autostrada SA-RC è chiusa per un tratto che supera i 70 Km a causa della frana dei giorni scorsi, ciò causa un enorme problema in particolar modo alle merci ortofrutticole siciliane che devono essere trasportate al nord Italia e in Europa.

Un’alternativa avrebbero potuto essere le autostrade del mare, proprio per superare l’empasse Calabria, ma oggi sono ostacolate da una serie di problemi:

 

i pochi armatori presenti nell’isola non riescono a soddisfare il numero elevato di richieste d’imbarco di automezzi accompagnati, ovvero trattore con rimorchio e autista al seguito: l’elevata richiesta di imbarchi dipende molto dalle difficoltà presenti sulla rete autostradale e dalla necessità di rispettare le ore di guida e di riposo imposte dal nuovo codice della strada;

 

i porti attualmente praticati sono quelli a nord ed est della Sicilia, ovvero Palermo, Termini Imerese, Messina e Catania i quali sono già congestionatissimi e sebbene un armatore volesse aggiungere altre navi o nuove rotte, è impossibilitato a farlo;

 

gli armatori presenti applicano tariffe altissime, che gli autotrasportatori sostengono con notevoli difficoltà,  giustificate, ai tempi del gasolio alle stelle, con un adeguamento rispetto allo stesso, ma che non hanno mai abbassato da quando il prezzo del gasolio si è ridimensionato;

 

durante il periodo estivo il problema si aggrava, in quanto gli armatori preferiscono riempire la nave di autoveicoli, che gli rendono quanto gli autotreni, lasciando di fatto gli autotrasportatori a terra;

 

il trasporto delle merci nel meridione è fortemente penalizzato da un sistema viario, autostradale e ferroviario (a giugno verranno soppressi i treni merci) obsoleto (vedi le strade ed autostrade siciliane e l’autostrada Salerno – Reggio C.) e dalla totale assenza di una rete di infrastrutture logistiche (interporti e centri merci) nell’ambito delle quali assicurare l’integrazione fra diverse modalità di trasporto, nonché tutti i servizi ad essi complementari;

 

sulle potenzialità del trasporto intermodale incidono inoltre, negativamente, le carenze della rete ferroviaria e il mancato pieno sfruttamento dei porti e dei collegamenti marittimi, a causa di vincoli organizzativo – gestionali, di qualità e capacità delle infrastrutture e dei servizi portuali.

 

 

 

Il governo della regione e il governo nazionale avevano garantito aiuti di per gli autotrasportatori che avessero optato per le autostrade del mare, che avrebbero dovuto aiutare le imprese a sopportare il costo del biglietto, con un recupero di circa il 30% dello stesso, ma gli stessi sono già praticamente terminati (31.05.08 quello regionale, 31.12.09 quello nazionale).

La situazione è molto grave, Vi chiediamo di attivare un tavolo di confronto per risolvere la questione SA-RC, coinvolgendo la Regione Sicilia, le associazioni degli autotrasportatori, i prefetti e i tecnici del Ministero dei Trasporti.

Alleghiamo di seguito una relazione relativa allo svolgimento di un trasporto su un TIR che parte dalla Sicilia con destinazione nord Italia, fornendo alcuni dati fondamentali:

le imprese coinvolte nell’autotrasporto di prodotti deperibili sono diecimila, mentre un milione sono gli automezzi pesanti che annualmente transitano, o meglio, transitavano sulla SA-RC.

 

Qualche possibile soluzione proposta dall’ A.I.TRAS

 

Il problema che necessita di una urgente soluzione è in questo momento la necessità di mettere il trasportatore nelle condizioni di rispettare le ore di guida e di riposo imposte dal nuovo codice.

Una soluzione che si può concretizzare immediatamente, ma necessita la coordinazione delle associazioni presenti nella Consulta Regionale, del Dipartimento regionale trasporti, del Ministero delle Infrastrutture e degli armatori presenti in Sicilia.

I provvedimenti da adottare sono:

emanazione di un divieto che obblighi i committenti a non lasciare partire i veicoli carichi di ortofrutta oltre determinati orari, in modo da consentire al trasportatore di prendere la nave;

sollecitare il Ministero ad estendere la responsabilità ai committenti  in materia di inosservanza dei tempi di guida e di riposo;

costituire un’agenzia per le vie del mare che coordini armatori e trasportatori, individuando le rotte e i porti in cui si deve operare, ad esempio fare partire i tir carichi di materiale industriale, che non necessitano di tempi di trasporto brevi, dai porti a Sud della Sicilia, lasciando così più spazio alle merci deperibili che partirebbero dai porti a nord della Sicilia;

riproporre l’ecobonus per autotrasportatori, considerato che è già terminato ogni tipo di aiuto;

individuare nuove rotte e orari secondo le esigenze degli autotrasportatori, tenendo conto dei porti a sud della Sicilia, idonei all’attracco delle navi e che sarebbero ideali per il trasporto di merce industriale: il porto di Augusta, il porto di Pozzallo, il porto di Licata, il porto di Trapani e il porto di Porto Empedocle.

 

Salvatore Bella

 

 

 

 

Share Your Thoughts