lettera di riflessione per il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

febbraio 11th, 2009 by aitras | Filed under Aitras News.

A TUTTE LE FORZE POLITICHE

A TUTTI I PREFETTI SICILIANI

A TUTTE LE SEGRETERIE SINDACALI DI AUTOTRASPORTATORI

 

Egregi Signori,

 

da più di dieci giorni l’autostrada SA-RC è chiusa per un tratto che supera i 70 Km a causa della frana dei giorni scorsi, ciò causa un enorme problema in particolar modo alle merci ortofrutticole siciliane che devono essere trasportate al nord Italia e in Europa.

Un’alternativa avrebbero potuto essere le autostrade del mare, proprio per superare l’empasse Calabria, ma oggi sono ostacolate da due problemi:

 

1)      i pochi armatori presenti nell’isola non riescono a soddisfare il numero elevato di richieste d’imbarco di automezzi accompagnati, ovvero trattore con rimorchio e autista al seguito: l’elevata richiesta di imbarchi dipende molto dalle difficoltà presenti sulla rete autostradale e dalla necessità di rispettare le ore di guida e di riposo imposte dal nuovo codice della strada;

2)      gli armatori presenti applicano tariffe altissime, che gli autotrasportatori sostengono con notevoli difficoltà,  giustificate, ai tempi del gasolio alle stelle, con un adeguamento rispetto allo stesso, ma che non hanno mai abbassato da quando il prezzo del gasolio si è ridimensionato.

 

Il governo della regione e il governo nazionale avevano garantito aiuti di per gli autotrasportatori che avessero optato per le autostrade del mare, che avrebbero dovuto aiutare le imprese a sopportare il costo del biglietto, con un recupero di circa il 30% dello stesso, ma ad oggi non abbiamo visto un solo centesimo nonostante i rappresentanti del Ministero dei Trasporti rassicurino in merito alla presenza dei fondi e all’impegno delle somme.

La situazione è molto grave, Vi chiediamo di attivare un tavolo di confronto per risolvere la questione SA-RC, coinvolgendo la Regione Sicilia, le associazioni degli autotrasportatori, i prefetti e i tecnici del Ministero dei Trasporti.

Alleghiamo di seguito una relazione relativa allo svolgimento di un trasporto su un TIR che parte dalla Sicilia con destinazione nord Italia, fornendo alcuni dati fondamentali:

le imprese coinvolte nell’autotrasporto di prodotti deperibili sono diecimila, mentre un milione sono gli automezzi pesanti che annualmente transitano, o meglio, transitavano sulla SA-RC.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RELAZIONE

La presente non vuole essere lo spunto per una polemica, ma solo una doverosa descrizione per una presa di coscienza, poiché l’autotrasportatore siciliano dovrebbe essere al pari dei colleghi del Nord Italia, ma in realtà vive e lavora in condizioni di netto svantaggio rispetto agli stessi.

La Sicilia, isola nel cuore del Mediterraneo, è collegata con la penisola italica tramite un servizio di traghettamento (Messina – Villa S.G.), ma nonostante la velocità del servizio, paradossalmente i problemi i problemi per gli autotrasportatori cominciano non appena sbarcati a terra, all’ingresso dell’Autostrada Salerno – Reggio C. e della città di Messina, a causa delle carenze viarie e infrastrutturali in genere; a tutto questo bisogna aggiungere la frana dei giorni scorsi che ha costretto l’ANAS a chiudere 70 km di autostrada, costringendo gli autotrasportatori a deviare per la ionica, una provinciale piena di tornanti, strettissima e molto pericolosa che causa ritardi enormi per tutti i siciliani che devono trasportare la merce al nord Italia e in Europa.

Tenendo conto che l’economia siciliana si basa prevalentemente sull’agricoltura, e più precisamente, sulla produzione di ortofrutta; questo tipo di prodotto soffre la facile deperibilità e necessita di tempi di consegna molto rapidi, pena il rifiuto della merce stessa da parte dei mercati generali del Nord Italia.

In pratica il trasportatore deve garantire la consegna del proprio carico entro 24 ore, carica che prevede più consegne presso più mercati.

Per avere un’idea del viaggio, basti pensare che da Canicattì a Milano vi è una distanza di circa 1500 Km, dei quali ben 440 nella tratta Salerno – Reggio C. e circa 250 nel territorio siciliano, ai quali bisogna aggiungere, per la tratta meridionale, il traghettamento sullo Stretto di Messina.

L’entrata in vigore delle nuove norme del Codice della Strada con la patente a punti penalizza fortemente le imprese che operano su lunghe distanze perché più soggette all’obbligo dell’osservanza di alcune regole di sicurezza su strade ed autostrade (vedi art. 174 sulle ore di guida e di riposo).

Tutto quanto sopradescritto concorre a rendere le nostre imprese di trasporto ed i nostri prodotti meno competitivi rispetto ad altre regioni d’Italia, e non bisogna pensare alle regioni settentrionali: la regione Puglia è già più competitiva della Sicilia, in quanto un autotrasportatore pugliese impiega la metà del tempo e la metà dei chilometri per raggiungere il Nord Italia.

Ma non è tutto: il trasporto delle merci nel meridione è fortemente penalizzato da un sistema viario e autostradale obsoleto (vedi le strade ed autostrade siciliane e l’autostrada Salerno – Reggio C.) e dalla totale assenza di una rete di infrastrutture logistiche (interporti e centri merci) nell’ambito delle quali assicurare l’integrazione fra diverse modalità di trasporto, nonché tutti i servizi ad essi complementari.

Sulle potenzialità del trasporto intermodale incidono inoltre, negativamente, le carenze della rete ferroviaria e il mancato pieno sfruttamento dei porti e dei collegamenti marittimi, a causa di vincoli organizzativo – gestionali, di qualità e capacità delle infrastrutture e dei servizi portuali.

 

Salvatore Bella

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