alcool e guida

gennaio 28th, 2009 by aitras | Filed under Aitras News.

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L´ALCOOL E LA GUIDA

Troppi conducenti, alla domanda: “Sai quanto puoi bere prima di metterti alla guida ?”, danno risposte evasive o assolutamente sbagliate! Addirittura – come risulta da indagini ripetute su tutti i campioni di popolazione, ed in particolare su un gruppo significativo di adolescenti – moltissimi ritengono che con la birra non si assume alcool o che ci si ubriaca soltanto bevendo superalcolici. Quasi nessuno è in grado di calcolare – anche se in modo approssimativo - le quantità minime di bevande alcooliche oltre le quali si supera il limite legale di concentrazione alcoolica nel sangue.
L’alcool è sicuramente “ un affascinante compagno di viaggio ”; ma è un compagno di cui non ci si può fidare, specie alla guida di un veicolo.

Ed infatti, per chi guida in stato di ebbrezza alcoolica, il fattore di rischio di incidente stradale aumenta in modo vertiginoso:

Alcolemia (g/l)

Fattore di rischio rispetto al conducente sobrio

0, 4 - 0, 79

3/4 volte superiore

0, 8 - 1, 29

8/9 volte superiore

1, 2 - 1, 99

32 volte superiore

> 2, 00

74 volte superiore

Ognuno di noi deve “ fare qualcosa in più ” per informare gli amici, i conoscenti, i nostri parenti per indurli a tener conto del fatto che bastano pochi grammi di alcool perché aumenti in modo impressionante il rischio di incidente stradale.

Il primo passo da fare è “conoscere con quanto alcool ci si ubriaca”; il secondo passo è abituarsi a “ controllarsi da soli ”; il terzo passo è diffondere la consapevolezza che, guidando in stato di ebbrezza, il rischio di incidente stradale aumenta da 3 a  74 volte rispetto a quello di un conducente sobrio.
Ed a proposito, è bene ricordare che da qualche mese, il limite legale del tasso alcoolemico è stato abbassato, anche in Italia, da 0, 8 a 0, 5 grammi/litro. Basta, dunque, ingerire 20/25 grammi di alcool per non essere più a posto con le norme del Codice della Strada.
 

Alcoolemia (gr/l)

Sintomo

Descrizione

<0, 3

sobrietà

Nessun sintomo evidente anche se il soggetto può essere più loquace e provare un senso di benessere.

0, 3/0, 8

euforia

Aumento della sicurezza, diminuzione delle inibizioni, perdita di concentrazione, difficoltà ad eseguire movimenti coordinati e precisi, affievolimento dei processi psicomotori, diminuzione della capacità di guida, vertigini, diminuzione della acuità visiva, riduzione dell’olfatto e del gusto.

0, 90/1, 20

eccitazione

Instabilità emotiva e perdita di giudizio, calo di coordinazione e percezione sensoriale, mancanza di equilibrio, nausea, voglia di sdraiarsi, allungamento dei tempi di reazione.

1, 00/2, 00

frastornamento

Andamento oscillante, allungamento ulteriore dei tempi di reazione, marcata inabilità alla guida, mani e lingua scosse da tremori.

1, 60/2, 70

confusione

Disorientamento marcato, confusione mentale e vertigini, paura esagerata, rabbia, tristezza, perdita della percezione dei colori, forme e dimensioni, calo della percezione del dolore, equilibrio instabile, possibilità di coma.

2, 50/3, 70

stordimento

Apatia, amnesia, inerzia generale, quasi paralisi, netta mancanza di risposta agli stimoli, incapacità di stare in piedi, di camminare, vomito, incontinenza, coma o sonno profondo.

3, 50/4, 50

incapacità di parlare

Coma e perdita di conoscenza, riflessi quasi nulli o inesistenti, abbassamento della temperatura corporea, circolazione sanguigna e respirazione difficoltosa, possibile decesso.

> 5, 00

morte

Conseguenze letali. Decesso per paralisi respiratoria.

La pubblicazione delle tabelle dei tassi alcoolemici, ricavate ipotizzando l´assunzione di determinate quantità di bevande alcooliche da parte di conducenti (maschi / femmine) con un diverso peso corporeo, consentono di orientarsi nel labirinto del “quanto si può bere”, tenendo conto, però, che i valori riportati sono “teorici”; nel senso che ogni persona, poi, in
relazione ad altri fattori specifici, reagisce in modo diverso all´effetto dell´alcool.
Come risulta da tutte le pubblicazioni scientifiche che trattano l´argomento, conducenti dello stesso peso che assumono, a stomaco vuoto, la stessa quantità di bevanda alcoolica (poniamo, 200 cm3 di vino da tavola con gradazione alcoolica di 10 gradi), possono subire più o meno l´effetto dell´alcool a seconda se sono giovani, meno giovani ed anziani oppure se sono
bevitori abituali, bevitori occasionali o astemi.
Ed ancora: la concentrazione alcoolemica nel sangue e, quindi, la concentrazione alcoolemica nell´aria espirata (l´aria che si espelle quando respiriamo) che viene misurata con l´etilometro dalle forze di Polizia per accertare lo stato di ebbrezza alcoolica - a parità delle altre condizioni (sesso del conducente, quantità di bevanda alcoolica ingerita, sua gradazione alcoolica, assunzione a stomaco pieno o a stomaco vuoto) varia, a parità di peso corporeo, in base alla struttura fisica (corpo magro/corpo grasso). Ma c´è di più. A smentire una credenza diffusa secondo la quale la bevanda alcoolica allungata con l´acqua faccia meno male, vi è la certezza scientifica dell´esatto contrario: a parità di alcool ingerito (poniamo 50 grammi)
fa più male la bevanda alcoolica che ha una concentrazione di alcool più bassa. Basta un esempio.
Per assumere, poniamo, 50 grammi di alcool etilico occorre bere circa 630 cm3 di vino con gradazione alcoolica del 10% oppure circa 160 cm3 di superalcoolici con gradazione alcoolica 40%. Assumendo l´una o l´altra bevanda, la persona introduce nel proprio corpo la stessa quantità di alcool etilico (50 grammi).
Ma è del tutto evidente che, nel primo caso (assunzione di vino) la persona ha dovuto bere 630 cm3 di bevanda; mentre nel secondo caso (assunzione di superalcoolico) la persona ha dovuto bere “soltanto” 160 cm3 di bevanda. Considerato che il nostro apparato digerente è congegnato in modo tale da far passare più rapidamente l´alcool dallo stomaco all´intestino
se la bevanda è meno concentrata, assumendo 50 grammi di alcool “attraverso il vino” l´alcool si diluisce nel sangue più rapidamente di quanto avverrebbe se gli stessi 50 grammi di alcool venissero assunti “attraverso il superalcoolico”.
Tutta qui la spiegazione scientifica del fatto che l´alcool “fa meno male” se è assunto con una bevanda a più alta concentrazione
alcoolica. Ma attenzione: con 100 cm3 di vino con gradazione alcoolica 10 si assumono 7, 96 grammi di alcool; mentre con gli stessi 100 cm3 di superalcoolico con gradazione alcoolica 40 si assumono 34, 85 grammi di alcool. La differenza è palese! Queste informazioni sono totalmente sconosciute ad oltre il 93% dei conducenti o allievi conducenti che conseguono
la patente di guida!
La consapevolezza dei rischi legati all´uso dell´alcool nella guida si basa soprattutto sulle conoscenze specifiche che abbiamo circa le relazioni (fisiche, chimiche, di comportamento) che esistono fra ognuno di noi (il nostro corpo) e l´elemento “alcool”.
Abbiamo già visto che a parità di quantità di alcool ingerito una persona sente di meno ovvero subisce di meno l´effetto dell´alcool in relazione all´aumento del suo peso.
Ma a parità di alcool ingerito ed a parità di peso, subiamo diversamente l´effetto dell´alcool a seconda se siamo ” magri ” o ” grassi “. Ed ancora: a parità di alcool ingerito, a parità di peso ed a parità di “grassezza” o “magrezza”,
le femmine, rispetto ai maschi, subiscono di più l´effetto dell´alcool. Ma a parità di tutti i parametri sopra riportati (quantità di alcool ingerito; peso corporeo; struttura corporea magro/grasso; sesso) ogni soggetto - in base al proprio patrimonio genetico
– è in grado di produrre minori o maggiori quantità di enzimi in grado di trasformare più o meno rapidamente l´alcool etilico in sostanze “inoffensive”.
Ed  infine, a parità di tutto, anche la concentrazione alcoolica della bevanda ingerita può influire sulla determinazione degli effetti negativi dell´alcool. L´alcool contenuto in una “bevanda annacquata” viene assorbito dal sangue più rapidamente di quello contenuto in una “bevanda ad alta concentrazione di alcool” (superalcoolici).
Ed in ultimo, il fatto di assumere alcool a stomaco vuoto o a stomaco pieno assume grande rilievo nella previsione degli effetti dell’alcool nella guida. A parità di tutti gli altri parametri, infatti, il bere a stomaco pieno, pur assumendo la stessa quantità di alcool, comporta un minor effetto di disabilità perché l´alcool resta ” più a lungo ” nello stomaco per cui, passando più lentamente nell´intestino (prima parte dell´intestino tenue), viene assorbito dal sangue ad una più bassa velocità. Tale effetto è essenziale ai nostri fini, perché a parità di tempo, se passa nel sangue una minore quantità di alcool più bassa sarà la “concentrazione istantanea di alcool nel sangue” che determina, appunto, lo stato di alterazione psicofisica chiamato “stato di ebbrezza alcoolica” ovvero, nei casi più gravi “ubriachezza da alcool”.
Basti pensare che già con 3 o 4 millesimi di grammo di alcool presente in ogni litro di sangue del nostro corpo si diventa “ euforici “. Si può immaginare, quindi, quanto sia facile, assumendo 20/40 grammi di alcool, scatenare il terremoto psicofisico tipico dello stato di ubriachezza.
Ma se proprio è necessario bere qualche bicchiere, facciamolo almeno a stomaco pieno oppure accompagnandolo con uno stuzzichino, meglio se con qualche grammo di burro. Si, proprio il burro! E´ accertato, infatti, che il grasso blocca lo “sfintere pilorico” (la porta che separa lo stomaco dal duodeno) e rallenta il passaggio dell´alcool nell´intestino da dove,
come è stato già osservato, passa rapidamente nel sangue. Meglio sarebbe, ovviamente, se si bevesse con più intelligenza o non si bevesse affatto. In questo ambito, però, devono intervenire inevitabilmente le libere determinazioni delle persone da cui dipende, lo si voglia o no, l´efficacia di ogni azione pubblica di limitazione dei rischi.
Le tabelle che seguono danno la possibilità di individuare, ognuno per il proprio caso, ed in base al proprio peso e al sesso, i tassi alcoolemici (teorici ) corrispondenti allorché si assumono certe quantità di bevande (100 cm3; 200 cm3; 300 cm3) con quelle specifiche gradazioni alcooliche. A prescindere, dunque, dagli altri fattori, i tassi alcoolemici delle tabelle forniscono orientativamente ad ogni lettore la propria esposizione all’effetto dell’alcool.

 

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